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giovedì 1 giugno 2017

Alan Lee e Beren e Luthien, l'intervista esclusiva per i lettori italiani


In esclusiva per il lettori italiani di Tolkien, ecco il testo integrale della mia intervista al grande Alan Lee in parte pubblicata sul quotidiano Libero in edicola il primo giugno 2017, in concomitanza con l'arrivo nelle librerie italiane e inglesi del volume Beren e Luthien (Bompiani). La traduzione dall'inglese è a cura di Giovanni Costabile, che ha anche suggerito due delle domande, a cui va il mio personale ringraziamento.

Ad Alan Lee, grandissimo artista e persona speciale, non posso che ribadire il mio ringraziamento per l'amicizia e la disponibilità. Buona lettura. 

INTERVISTA AD ALAN LEE*

di Oronzo Cilli

A dieci anni esatti dalla pubblicazione dell’inedito di J.R.R. Tolkien, I Figli di Hurin, Alan Lee ritornato a dare forma, attraverso la sua meravigliosa arte, al mondo creato dall’autore del Signore degli Anelli, illustrando Beren e Luthien (Bompiani), in uscita oggi in Italia e nel Regno Unito.

Che tipo di esperienza è stata tornare a illustrare un libro di Tolkien?
É stato grandioso poter tornare all’illustrazione di un libro dopo sei anni a lavorare per i film de Lo hobbit. Sebbene quella sia stata un’esperienza gradevole e affascinante, è stato piacevole ritornare alle parole di Tolkien – e al mio studio privato!



Tra tutti gli scritti di Tolkien, Beren e Lúthien è senza dubbio quello più strettamente legato alla biografia dell’autore per via delle circostanze della sua ispirazione. Cosa comunicherà ai lettori l’approccio di Alan Lee rispetto a ciò?

Quello che sappiamo della vita di Tolkien,  le sue esperienze della Prima Guerra Mondiale e le sue relazioni aggiungono profondità al nostro apprezzamento della storia, ma non penso che sia giusto riflettere ciò nelle illustrazioni. Quelle associazioni sono presenti se approfondiamo il background biografico dell’autore ma è importante lavorare con il testo dell’autore piuttosto che forzare l’autore dentro la storia.

10 anni fa, nel 2007, I figli di Hurin è stato pubblicato con le tue illustrazioni, e ora ecco Beren e Lúthien. Qual è la differenza, se ce n’è una, tra queste due opere per quanto riguarda le illustrazioni?
La principale differenza tra i due libri è che in Beren e Lúthien disponiamo di un certo numero di versioni diverse della storia, in differenti stili e risalenti a diversi periodi – era un racconto che lo coinvolgeva tanto da continuare a ritornarci. Christopher Tolkien ha deciso di presentare la storia come un compendio di tutte le versioni, quindi si presenta come una lettura a più livelli in cui il processo di creazione della storia è importante quanto la storia stessa.

Cosa puoi dirci sull’illustrazione della copertina dell’edizione gift, nella straordinaria ed elegante edizione Harper Collins?
Volevo includere Huan, l’immenso, fedele segugio che soccorre Beren e Lúthien in diversi momenti della storia.

Quale illustrazione in particolare tra quelle incluse in Beren e Lúthien è importante per te? Quale potrebbe assurgere al ruolo di simbolo dell’intera opera a tuo parere?
Apprezzo in particolare l’immagine di Lúthien che danza incantando i Balrog e gli Orchi nella sala di Morgoth. La mostra nel suo momento di maggior potere, e simboleggia il ruolo molto attivo che ella assume nella storia. Lei è ben lontana dall’essere una passiva principessa in attesa che il suo eroe completi la missione, al contrario è presente in ogni momento della vicenda.

Christopher Tolkien, a cui siamo estremamente grati per il suo eccellente lavoro, ha fatto qualche commento che vorresti condividere con noi?
Dal momento che la storia era così importante per Tolkien, e per la sua famiglia, volevo essere sicuro che Christopher approvasse l’approccio illustrativo che stavo adottando e la scelta delle scene da illustrare. Gli furono mandati dei bozzetti e il suo parere è sempre stato molto gradito. Non c’è nessuno che abbia una comprensione più completa della creazione di Tolkien – era in molti casi presente quando le storie vennero narrate per la prima volta.

Ora una domanda sulle tue ispirazioni artistiche. Come si relazionano le tue opere, se lo fanno, con i lavori dei grandi illustratori fantastici classici del passato come Arthur Rackham e John Bauer?
Sono stato fortemente influenzato in un certo momento da questi artisti, specialmente dall’illustratore Edmund Dulac. Erano maestri di tale bravura, e studiare le loro tecniche è stato di grande aiuto, ma è importante non spendere la propria intera carriera nell’omaggio a un maestro perduto.

C’è qualche opera di J.R.R. Tolkien in particolare che non hai illustrato e con cui ti piacerebbe cimentarti?
Mi piacerebbe lavorare ancora con le storie della Prima Era: sono così grandi e misteriose!

Oltre a illustrare Tolkien, sei anche l’autore di splendide illustrazioni sul ciclo dei racconti gallesi del Mabinogion, quindi vorrei chiederti: qual è la tua idea sulla questione della possibile ispirazione celtica quanto meno di alcuni motivi dell’opera del Professore?
Penso che ci fosse piuttosto una forte ispirazione celtica, dai miti e dal folklore del Galles. La storia del compito impossibile designato dal padre di una giovane donna per dissuadere un suo pretendente viene anche narrato nella storia di Culhwch e Olwen. In questo caso il padre è un gigante – Ysbaddaden – e la missione è recuperare un pettine e un paio di forbici di tra le orecchie di un cinghiale gigante. Huan ricorda il fedele e coraggioso Gelert, il segugio del principe Llewellyn in una storia di Snowdonia.

La trepidazione per la pubblicazione di Beren e Lúthien è in parte anche dovuta alle tue splendide opere d’arte che, come sempre, contribuiranno significativamente a rendere il libro un pezzo unico. La tua arte riesce sempre a ricreare la sensazione dei libri, già prima il successo dei film. Cosa significa per te avere la responsabilità di illustrare le opere di Tolkien nella consapevolezza che milioni di lettori potranno effettivamente vedere la Terra di Mezzo attraverso la tua opera?
É un privilegio essere stato in grado di avvicinarmi tanto all’opera di Tolkien, per un periodo così prolungato di tempo, e mi sento come se avessi appena intaccato la superficie. Spero che la gente davvero senta che la loro lettura dei libri sia potenziata dalla presenza delle illustrazioni. Infatti so che molti preferirebbero un testo disadorno, e alcuni altri vorrebbero un approccio più vivido e dinamico, ma il mio scopo è sempre stato quello di rendere la Terra di Mezzo un pò più tangibile senza frappormi troppo tra il lettore e il testo.

Dedicheresti un saluto alle migliaia di fan italiani che adorano Tolkien e la tua arte?
I miei migliori saluti a tutti i fan italiani di Tolkien! Grazie per essere parte di questa grande storia!**

* Traduzione dall'inglese di Giovanni Costabile

**in italiano nell’originale.



       

La mia intervista pubblicata da Libero, 1 giugno 2017